Di chi mi occupo

Adolescenti (13-18 anni)

L’adolescenza è quel periodo turbolento della vita in cui ci sentiamo sopraffatti dalle emozioni e dalle pressioni sociali. Nel periodo in cui dovremmo iniziare a conoscere e capire noi stessi, tutti sembrano avere un’opinione su chi dovremmo essere e su come dovremmo comportarci. I genitori vorrebbero che fossimo come il figlio del vicino, gli insegnanti vorrebbero che fossimo come Leopardi e i coetanei ci vorrebbero identici a loro.

E ciò che vorremmo noi non conta?

Queste pressioni esterne impattano negativamente sullo sviluppo dell’identità e possono portare l’adolescente a sperimentare frustrazione, aggressività, rifiuto della socialità, chiusura in se stessi e, più generalmente, a sentirsi in balia degli eventi e spettatori della propria vita.

Il percorso di counseling può aiutare a superare questi disagi emotivi e guidarti verso una maggiore emancipazione personale mediante un percorso di crescita e conoscenza di sé, barcamenandoci tra sentimenti intensi, scelte difficili e drammi adolescenziali.

Adulti

Dopo i 18 anni ci viene affibbiato il titolo di “adulti”, in nome di una millantata raggiunta maturità, ma siamo sicuri di essere maturi? Sicuramente dal punto di vista strettamente biologico lo siamo, ma la nostra identità lo è?

La costruzione dell’identità è un percorso che dura tutta la vita poiché, in quanto esseri viventi e pensanti, siamo in costante crescita ed evoluzione. Nel corso del tempo, infatti, il nostro corpo tende al cambiamento e così le nostre identità e personalità.

Spesso, però, può accadere che impedimenti esterni (conformismo, pressioni sociali, familiari, ecc) possano intaccare il pieno sviluppo dell’identità trascinandoci in un limbo di insoddisfazione, frustrazione, alienazione, solitudine, infelicità o sopraffazione.

Grazie al percorso di counseling sociale si può tornare a essere padroni della propria identità, trovando un equilibrio tra ciò che siamo, ciò che vogliamo e ciò di cui abbiamo bisogno. Le parole chiavi sono sempre: conoscenza, crescita e consapevolezza di sé.

Persone Queer

Il colloquio di counseling rivolto alle persone queer (LGBTQIA+) di ogni genere ed età è uno spazio sicuro dove poter esprimere se stessi su temi riguardanti le difficoltà del coming out, le tensioni familiari, le discriminazioni, la solitudine e tutti quei disagi psico-emotivi generati dal peso di sentirsi diversi.

Insieme al counselor è possibile esplorare la propria identità sessuale, intesa qui nella sua multidimensionalità, ovvero: sesso biologico, identità di genere, ruolo di genere e orientamento sessuale.

Il focus del percorso di counseling è, dunque, stimolare la conoscenza di sé, la crescita personale e l’autoconsapevolezza, liberando la persona da tutte quelle paure, quei paletti morali e/o quelle errate convinzioni imposte dai dettami etico-socio-culturali della famiglia, della religione e della società.

Tutti i colloqui sono protetti dal segreto professionale.

Coppie/relazioni poliamorose

Le dinamiche relazionali di coppia, troppia o di un nucleo relazionale allargato sono complesse, ci sono tanti fattori, endogeni ed esogeni, che si intersecano e ne influenzano la relazione stessa. Così può accadere che i partner, condizionati dai più disparati motivi, possano perdere la bussola e non trovarsi più sulla stessa lunghezza d’onda.

Sono diverse le problematiche relazionali che possono essere ravvisate dai partner: comunicazione superficiale, distanza emotiva, mutamenti comportamentali del partner, mancanza di fiducia, calo del desiderio, squilibri di potere, aspettative disattese e tutto ciò che può creare incomprensioni e contrasti tra i partner.

L’intervento del counselor è volto a incoraggiare una comunicazione empatica e rispettosa e favorire lo sviluppo di una maggiore consapevolezza personale e interpersonale, al fine di (ri)costruire un sano equilibrio relazionale.

Famiglie

I professionisti del sociale e della psicologia molto spesso si concentrano sul singolo individuo o al massimo su due individui (la coppia), dimenticandosi che le relazioni, soventemente, coinvolgono più di due individui, come nel caso delle famiglie.

È del tutto frequente che all’interno di una famiglia possano venirsi a creare, tra genitori (o genitore) e figli, incomprensioni, distanze e dissidi che, di norma, tendono a risolversi naturalmente, ma alle volte possono protrarsi per lunghi periodi di tempo andando a corrodere lentamente i legami affettivi tra i famigliari.

Inoltre, oggigiorno, nell’orbita familiare, oltre alla mamma, al papà e al bambino, ruotano attorno anche i nonni e, nel caso di coppia divorziata, gli eventuali rispettivi partner. Con tutte queste teste da dover mettere d’accordo è naturale che possano venirsi a creare frizioni con i suoceri, tensioni tra consuoceri o contrasti con i nuovi partner.

In entrambi i casi, il compito del counselor è aiutare a (ri)stabilire una comunicazione empatica e rispettosa tra i membri del nucleo familiare affinché possano comprendere vicendevolmente le necessità dell’altro e dare nuova linfa ai rapporti familiari, nel segno di un nuovo equilibrio relazionale.

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